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Underview movie's whispers
di Paolo Toniolo

Assolo

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Assolo esce in contemporanea a Carol ed entrambi guardano al pianeta  Donna.

Tuttavia nel film di Laura Morante il maschio non è più antagonista. Appare in tutta la sua superficialità e semplicità rispetto al complesso mondo femminile : è confinato ad un ruolo secondario . In Carol diversamente la donna ancora deve combattere un vigoroso maschilismo per ricavarsi degli spazi di autonomia, finendo però per emularne schemi e valori.

Nel film della Morante invece  le limitazioni con cui la protagonista si confronta sono interiori, riguardano la sua percezione del mondo piuttosto che condizionamenti  esterni .

Se in  Carol l’atteggiamento è di sicurezza e autonomia ,  in Assolo predomina viceversa introspezione e titubanza; lí Carol é una ottima guidatrice di automobili mentre qui la protagonista deve combattere le proprie insicurezze per, alla fine, riuscire nella catarsi  di prendere la patente; sottolineando peraltro come  la emancipazione delle donne non riesce a prescindere dal  mondo valoriale maschile.

Per descrivere la fragilita della donna-protagonista  della Morante le parole che potrei usare sono : solitudine ma non isolamento, marginalità, scarsa autostima, confusione introspettiva.

Due ex mariti dai quali continua a dipendere, partners di tango che la scelgono solo in un sogno cinematograficamente di grande effetto nel mescolare la passione, il rosso e il nero. Ma nella realtà le preferiscono donne più giovani, facendo affiorare  il fantasma della paura di invecchiare, declinata al femminile.

Pur apparendo spesso didascalica la regista ci mostra che il superamento delle fragilità femminili si ottengono invertendo la prospettiva cognitiva;  da una eccessiva introspezione ad una estroversione, così come suggerisce la psicoanalista, al compimento del percorso terapeutico, consigliando di cambiare verso di apertura delle “metaforiche porte” che rinchiudono la personalitá della protagonista. La quale apprenderá così  ad invertire i suoi sforzi : non più rivolti al Sé,  ma “al mondo”; e così farà, imparando a guidare la macchina, riprendendosi il cagnolino sottrattole , scegliendo lei l’uomo piuttosto che essere scelta. Sarà una costante femminile quella tentazione di “gestazione interiore del mondo” ? quasi che prima di essere vissuto il mondo richiedesse di essere “sentito in pancia”?

Ecco quindi l’ultima scena a svelare l’epilogo : lei sicura di sè alla guida di una decappottabile rossa, accompagnata dal cagnolino, si ferma e abborda un giovane maschio.

Trovo degno di sottolineatura che romanzi e  film ” per le donne ” oltre che sulle donne siano sempre più numerosi : già parla da solo questo dato e dice molto non solo della dinamicità del mondo femminile ma , al contrario , della staticità di quello maschile.

Andiamoci a rivedere Ciao Maschio di Marco Ferreri.


Trama
7
Fotografia
6
Colonna sonora
6
Voto finale
6

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