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Underview movie's whispers
di Paolo Toniolo

Io, Daniel Blake

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Io, Daniel Blake
“Non sono un cliente, non sono un consumatore, non sono un numero fiscale, non sono un disoccupato…sono Daniel Blake.
Sono un uomo. Sono un cittadino.”
Con queste parole termina il film. È il manifesto della disillusione socialdemocratica occidentale.
Dan Blake non vuole essere ridotto ad una Funzione, vuole essere un Uomo.
Daniel Blake, ammalato di cuore e ricco di empatia, si ritrova improvvisamente triturato dalle Procedure che la Macchina statale ha organizzato.
Da un lato un uomo orgoglioso della propria eticità e dall’altra un apparato di funzionari “disumani” e, come dice il regista, complici di un meccanismo infernale.
In questo film-documentario, che mette in scena la normalità della povertà nell’Inghilterra che ospitò Marx e dove non c’è più il “lumpenproletariat”, ma mamme single con figli o cardiopatici a fare la fila per mangiare, si nasconde un ossimoro.
Si, perché proprio quel ” io, Daniel Blake” che vorrebbe fosse riconosciuta la dignità dell’essere uomo quale senso centrale dell’agire dello Stato, in verità è la involontaria concausa della deriva tecnocratica.
Ken Loach è un ottantenne rimasto fedele al marxismo.
Ken il rosso ha colto che il Capitalismo non si regge più solo sullo sfruttamento del lavoro del lumpenproletariat, ma sul dominio della “Tecnica” (che nel film trova la rigida applicazione di Procedure da parte di Funzionari complici).
Ma chi scrive le procedure?
Perché le accettiamo incondizionatamente ?
Perché non ci sono più forme di aggregazione o appartenenze tra lo Stato e noi stessi?
Ecco forse è questa la domanda inquietante!


Trama
8
Fotografia
8
Colonna sonora
6
Voto finale
8

2 commenti finora.

  1. RUGGERO scrive:

    Rotolando fuori controllo verso chissàddove, la società tecnologica non ha più bisogno degli esseri umani, specie quelli che scrivono ancora a matita come te, caro Daniel Blake, divenuti inutili, costosi, fastidiosi, giovani o vecchi che siate.

    A che scopo curarti? Perchè mai lasciare a Katie la sua casa vicina alla madre? E che lavoro pretendi tu, tra i brandelli di occupazione non ancora automatizzati?

    Sei patetico con quella bomboletta vuota in mano.

    Potevi capire, tu in prima persona, Daniel Blake, già tanti anni fa quel che sarebbe successo, i segni c’erano tutti, potevi diffidare, ragionare con la tua testa, potevi agire, tentare di arginare o scansarti… e invece te ne sei stato nella tua cuccia calda, con il collarino, a farti accarezzare dall’idea della pensione, dalla salute per tutti, caro Dan.

    E pure il regista è come te perchè ti ha lasciato lì, povero Daniel, a farti compatire da quelli seduti al cine accanto a me, che se la prendevano contro le procedure del sistema sanitario, intercalando “kafkiano, kafkiana, kafkiane” tra l’incazzato e il compiaciuto, non vedendo la realtà che li circonda e che farà fare loro la tua stessa fine.

    Non ci siamo. Ancora una volta mi trovo a pretendere di più dal film appena visto al cine, “Io, Daniel Blake”, la storia di una brava persona che manco si è accorta di essere diventato inutile.

    • Paolo Toniolo scrive:

      Ovvero nel dominio della Tecnica sono gli umani ancora utili?
      Beh certamente si, purché smettano di pretendere di costituirsi in quanto “umani” dotati di humanitas.
      Non è Daniel Blake ad essere inutile, ma la sua visione del mondo lo fa percepire come tale. In realtà anch’egli serve in quanto “funzionario” del comperare, dell’ammalarsi etc.
      Le domande a cui abbiamo diritto sono quindi: a cosa servo? Come funziona il mio agire nell’ambito dei processi che mi coinvolgono ?
      Ma queste domande non sono proprio quelle che applichiamo alle macchine? Ecco gli esiti del nichilismo.
      Ken Loach ha ottant’anni …..è marxista…..crede ancora nella metafisica dell’uomo e quindi nell’onore, nella dignità, nella solidarietà.

      A suo modo oppone il dominio della tecnica( le procedure di uno Stato spersonalizzato) alla solidarietà degli uomini e donne.
      Non c’è lotta di classe, non c’è un terreno di battaglia, ma tuttavia una opposizione ancora c’è .
      E i giovani ?

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